Benefici della somministrazione di Silicio alle piante suscettibili all’oidio

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Benefici della somministrazione di Silicio alle piante suscettibili all’oidio

Esperimenti condotti presso il DJF di Årslev in Danimarca, sotto la guida di Conny Wang Hansen, hanno concluso che l’applicazione di fertilizzanti a base di silicio a varietà di rose sensibili all’oidio che sono in grado di assorbire efficacemente l’acido silicico (H4SiO4), hanno portato dei benefici. La forma di silicio disponibile per le piante è l’acido silicico.

Negli esperimenti danesi sono state utilizzate due forme di fertilizzante. La prima era costituita da Sikal (Metasilicato di Potassio) che è stato somministrato con dosaggi diversi (20-100 ppm) nell’acqua di irrigazione. E’ importante riaffermare che la molecola assorbita dalle piante è l’acido silicico e non il metasilicato di potassio. Quindi, l’efficacia del fertilizzante è correlata alla quantità di acido silicico liberamente disponibile rilasciato nell’acqua di irrigazione dal metasilicato di potassio. L’altro fertilizzante utilizzato è stato ActilSil (una forma stabilizzata di acido silicico) somministrato alle foglie come spray fogliare di 2m/litro di principio attivo. La prima interessante scoperta è stata che anche con diverse varietà di rose, l’efficienza dell’assorbimento di acido silicico e l’accumulo di silicio sono stati variabili. Ciò nonostante, tutte e tre le varietà in prova hanno accumulato silicio nelle foglie dopo l’applicazione di Sikal all’acqua di irrigazione. In termini generali, non è stato osservato alcun miglioramento complessivo nella crescita della vegetazione o del sistema radicale. Però nelle camere di crescita in laboratori, un’applicazione a una dose di 100 ppm di Sikal ha ridotto lo sviluppo di oidio tanto nelle foglie giovani quanto in quelle più vecchie in tutte le varietà. In condizioni di serra, i risultati sono stati molto più variabili e meno decisivi. Nella camera di crescita, non si è osservato alcun accumulo di silicio nelle foglie in seguito alla somministrazione fogliare di ActiSil. Si pensa che questo sia dovuto alla polimerizzazione dell’acido silicico in silica gel sulla superficie della foglia, che blocca efficacemente qualsiasi assorbimento di acido silicico nei tessuti fogliari sottostanti. Però questa barriera fisica serve a limitare la penetrazione delle spore fungine dell’oidio nella foglia. Si è osservato un effetto benefico dell’uso di Actisil che però non è dovuto all’assorbimento di silicio. E’ estremamente importante considerare che Sikal contiene anche circa l’8% di Potassio e che quindi i livelli normali di fertilizzante dovrebbero essere corretti proporzionalmente. Inoltre, il prodotto è molto alcalino e bisogna correggere l’acqua di irrigazione con l’aggiunta di acido. Questo aspetto va testato con cura e monitorizzato dai produttori prima di fare un trattamento di questo tipo. “FlowerTech” [email protected] www.HortiWorld.nl Per ulteriori informazioni, contattare: DJF www.agrsci.org e Conny Wang Hansen, Email: [email protected] 

Alcune considerazioni ulteriori da parte di Edward Bent

Le ricerche applicate condotte in Italia dimostrano due aspetti che vanno pure tenuti in considerazione. In primo luogo, che l’acido silicico nelle forme stabilizzate (ActiSil, AgroForce, SiliForce etc.) somministrato come spray fogliare penetrerà nella foglia se prima non gli viene permesso di polimerizzarsi in silica colloidale e in silica gel sopra la superficie fogliare. Questo è in gran parte questione di pH, dell’orario di applicazione e del tipo di diffusore utilizzato.

Per quanto riguarda il Sikal e gli altri sali di silicio, si devono condurre degli esperimenti per scoprire la quantità di acido silicico rilasciata nell’acqua di irrigazione e in quali condizioni. Lo si dovrebbe mettere a confronto anche con l’aggiunta di una delle forme stabilizzate di acido silicico sopra menzionate. Si dovrebbe notare anche che la barriera fisica creata sulla superficie delle foglie dal deposito di silica, agisce come deterrente per gli insetti che mangiano le foglie, i cui apparati boccali sono influenzati negativamente e per la maggiore difficoltà che gli insetti che succhiano la linfa come afidi e aleurodidi trovano nel penetrare la superficie delle foglie. I depositi di silica negli stomi e attorno ad essi e sulle superfici delle foglie aiutano le foglie a controllare il loro bilancio idrico.

Gerrit Karremans ha lavorato sull’applicazione di silicio bioattivo sulla produzione commerciale di rose in Italia. Email: [email protected]

Nella propria attività di ricerca ed ‘extension’ ai produttori, il Department of Horticulture della Cornell University, negli USA, sta ora promuovendo attivamente il tema dell’aggiunta di silicio alle piante coltivate in contenitore per migliorare la qualità delle piante e la resistenza agli stress biotici e abiotici: www.cornell.edu E-mail: [email protected]

Progetti di ricerca sulla fertirrigazione con silicio sono stati intrapresi anche presso la University of Davis, in California. In genere il silicio manca nelle miscele per substrati prive di terra. L’elemento silicio viene somministrato per iniezione. La successiva distribuzione e concentrazione dell’elemento nelle piante viene misurata e le piante sottoposte a screening per qualsiasi miglioramento nella loro resistenza a malattie e insetti parassiti. E-mail: [email protected]

L’Agricultural Research Service (ARS,USDA) ha partecipato di recente alla IV International conference on the use of silicon in agriculture, che si è tenuta nell’Ottobre 2008 in Sud Africa. See: www.siliconconference.org.za L’ARS sta conducendo attivamente ricerche sulla somministrazione di silicio nella produzione di piante ornamentali. www.ars.usda.gov



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